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  LA NOSTRA STORIA

Nell'estate 1999, dopo la fine del conflitto e dei bombardamenti NATO, i volontari di alcune associazioni da tempo impegnate in Bosnia riportarono a K. Mitrovica un gruppo di profughi kosovari fuggiti a Sarajevo. La devastazione della città e la miseria che incombeva sulla popolazione erano tali da imporre l'attivazione immediata dei più urgenti programmi di aiuto. L'esperienza maturata in Bosnia indusse però le diverse associazioni a unire le forze, e fu così che nacque, sul campo, il Coordinamento, inizialmente denominato Subito un tetto per il Kosovo. "Subito" perché la prima emergenza era il tempo: occorreva dare riparo a quanti avevano perso tutto prima del sopraggiungere dell'inverno. "Subito" perché occorreva segnalare immediatamente in Italia la gravità di tale emergenza, in modo da coinvolgere tutti coloro che erano disposti a collaborare al progetto.

Nei mesi successivi, il gruppo di associazioni si allargò ad altre realtà di volontariato, si dotò di uno statuto e assunse il nome di Coordinamento delle Associazioni di Volontariato per il Kosovo, articolando l'ambito delle proprie iniziative in:
  • attività volte ad informare, sensibilizzare e formare su tematiche di pace, di armamenti e di non violenza;
  • attività tese a eliminare o ridurre le cause e gli effetti negativi determinati da atteggiamenti o politiche razziste, integraliste o comunque contrarie alla Carta dei Diritti Umani;
  • attività di denuncia delle violazioni dei Diritti Umani;
  • solidarietà concreta con le popolazioni colpite dalla guerra e con quelle a rischio di conflitto, anche con la presenza diretta sul territorio.
Iniziarono così gli interventi concreti a K. Mitrovica, impostati secondo un principio fondamentale: per ogni progetto realizzato a favore di un'etnia, un altro veniva promosso a favore dell' altra etnia affinché il primo messaggio di pace e di convivenza giungesse innanzitutto dall'opera del CAV. Venne pertanto attivata la Banca del lavoro grazie alla quale la manodopera locale riceveva compensi economici in cambio di attività socialmente utili.
Le Associazioni che fanno parte del CAV sono impegnate in Progetti umanitari anche in Bosnia, Albania e Palestina oltre che attive sul territorio nazionale.