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                <title>Brunei ha riconosciuto l indipendenza del Kosovo</title>
                <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 17:50:00 GMT</pubDate>
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                    <![CDATA[
                      Il Brunei ha riconosciuto l indipendenza del Kosovo. E il 90/mo paese al mondo a farloIl ministro degli Esteri del paese asiatico, Mohamed Bolkiah, ha informato con una lettera il governo di Pristina - ha reso noto il ministero degli Esteri kosovaro. Il Kosovo ha proclamato la sua indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008. Fra i paesi che lo hanno riconosciuto figurano gli Usa e 22 dei 27 stati membri della Ue, Italia compresa. Non lo hanno fatto nell Unione Europea: Spagna, Grecia, Romania, Cipro e Slovacchia                    ]]>
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                <title>Il fallimento della Nato</title>
                <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 17:48:00 GMT</pubDate>
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                    <![CDATA[
                      Dopo tredici anni di amministrazione militare del Kosovo e la spesa di ingenti risorse finanziarie, la NATO riconosce di non essere più in grado, con le forze attuali, di evitare la degenerazione del conflitto tra la maggioranza albanese e la minoranza serba. Così, alla vigilia delle prossime elezioni politiche in Serbia, il comando generale dellAlleanza atlantica annuncia che dal primo maggio verrà rafforzato il dispositivo di uomini e mezzi che presidiano strade e villaggi del Kosovo (KFOR  Kosovo FORce). Secondo Bruxelles, saranno quasi 700 gli uomini dei corpi di pronto intervento di Germania e Austria che raggiungeranno la mini-repubblica balcanica dichiaratasi indipendente dalla Serbia nel 2008. Nel valutare la situazione odierna, la NATO e lUnione Europea si sono rese conto che le forze KFOR sul campo potrebbero non essere sufficienti per rispondere in modo appropriato a eventuali incidenti e scontri in Kosovo, legati alle elezioni in Serbia, ha ammesso il portavoce del Comando centrale militare tedesco, Hauke Bunks. Il dispositivo KFOR prevede dal 1° marzo 2011 due Multinational Battle Groups, di cui uno a conduzione italiana. Attualmente, la missione vede schierati 31 paesi con 5.500 uomini. La Germania è il paese impegnato con il maggior numero di militari, 1.300, più altri 550 che giungeranno nei Balcani tra meno di una settimana. Seguono poi lItalia con meno di 1.000 uomini e gli Stati Uniti con 800. Alla forza dintervento NATO si aggiungono poi i 3.200 uomini della missione EULEX dellUnione europea (European Union Rule of Law Mission in Kosovo), con il compito di monitorare e guidare le nascenti istituzioni del Kosovo nei campi della Polizia, della Giustizia e della Dogana. La missione europea ha preso il via il 4 febbraio 2008 (tredici giorni prima, cioè, della dichiarazione unilaterale dindipendenza) ed opera, sostanzialmente, sotto il comando e la direzione della NATO. Inizialmente a capo di EULEX venne chiamato il generale francese Yves de Kermabon, dal 2004 al 2005 Comandante delloperazione KFOR. Lodierno responsabile EULEX è il connazionale gen. Xavier Bout de Marnhac, capo KFOR nel biennio 2007-2008. Le forze armate italiane sono di base a Pec-Peja, nella parte occidentale della repubblica. Personale dellAeronautica militare della cosiddetta Task Force Air opera invece nellaeroporto AMIKo di Djakovica in supporto e assistenza ai velivoli dei partner NATO. Nello scalo di Djakovica è presente anche il Gruppo elicotteri dellAviazione dellEsercito denominato Task Force Ercole. Gli altri centri operativi delle forze KFOR sorgono a Lipljan, Novo Selo, Prizren e Urosevac. Sotto il comando e la direzione dellUS Army Corps of Engineers, sono stati completati di recente i lavori di costruzione della più grande e moderna installazione militare NATO in tutta larea balcanica: si tratta di Camp Bondsteel, nella regione meridionale del Kosovo, quasi alla frontiera con la Macedonia. La struttura si estende in unarea di 955 acri (poco meno 4.900.000 metri quadri) ed è in grado di ospitare sino a 5.000 uomini tra militari, civili e contractors. Nuova sede del comando generale di KFOR, Camp Bondsteel è una vera e propria cittadella autosufficiente: ospita numerosi magazzini e depositi di armi e munizioni, caserme e aree residenziali per i familiari dei militari, scuole, centri sportivi e commerciali e un grande ed attrezzato ospedale militare. La nuova base kosovara avrà il compito di proiettare le forze terrestri e aeree USA e NATO in unarea compresa tra lAdriatico e il Caucaso. Come evidenziato da alcuni analisti, la sua localizzazione consente di porre sotto controllo due corridoi terrestri ed energetici di importanza strategica per lOccidente: quello progettato dalle imprese tedesche (e lautamente finanziato dallAgenzia europea per la ricostruzione) che congiunge, via Belgrado, il porto rumeno di Costanza ad Amburgo, e quello statunitense (con fondi USAID) sulla rotta Bulgaria-Macedonia-Albania.                    ]]>
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                <title>Elezioni Serbia, per Kfor altri 700 soldati</title>
                <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 13:52:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      Un contingente aggiuntivo di 700 soldati del battaglione di riserva della Kfor (Forza Nato in Kosovo) giungera in Kosovo entro venerdi prossimo. Lo ha detto oggi il comandante della Kfor, il generale tedesco Erhard Drews. Il contingente, ha precisato, sara costituito da 550 militari tedeschi e 150 austriaci. La Kfor e forte attualmente di poco meno di 6 mila uomini. Drews ha cosi confermato le notizie dello scorso fine settimana sull invio nel nord del Kosovo di truppe supplementari della Nato a causa dell aumento della tensione interetnica fra serbi e albanesi con l avvicinarsi delle elezioni serbe (presidenziali, parlamentari e locali) del 6 maggio prossimo. Belgrado, che non riconosce l indipendenza del Kosovo e che ha rinunciato all organizzazione in Kosovo delle municipali, intende far tenere invece le presidenziali e le parlamentari. Il portavoce della Kfor, Uwe Nowitzki, in dichiarazioni alla Tanjug, ha smentito da parte sua notizie apparse sui media serbi secondo cui sarebbe imminente l arrivo nella regione anche di un contingente di 300 soldati americani, che verrebbero fatti stazionare in territorio dell Albania, al confine con il Kosovo.                    ]]>
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                <title>Due serbi arrestati</title>
                <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 13:51:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      Le prossime elezioni serbe, che si terranno il 6 maggio, scaldano il confine tra Serbia e Kosovo. Questa volta i disordini hanno portato allarresto di due persone, entrambe serbe. Il Ministro serbo per le questioni del Kosovo, Goran Bogdanovic, ha innescato una polemica con le autorità di Pristina, accusandole di star compiendo questi arresti semplicemente per una questione etnica e per intimidire la comunità serba presente in Kosovo. I due sarebbero stati fermati mentre si svolgeva una partita di calcio, durante la quale avrebbero tentato dincutere terrore su alcuni giovani serbi, non intenzionati a partecipare alle elezioni del 6 maggio. Elezioni che si sarebbero dovute celebrare anche nel Nord del piccolo e nuovo Paese, perché lì la popolazione è a maggioranza serba ed infatti ci sono ancora strutture pubbliche (scuole, ospedali) serbe, nonostante sul territorio ci sia la sovranità territoriale del Kosovo. Le scorse settimane furono arrestati quattro poliziotti della Serbia, accusati di rilasciare passaporti serbi in Kosovo: sul loro capo cera limputazione di violazione dellordine costituzionale del Kosovo. I quattro poi sono stati rilasciati. Comunque dopo il monito della comunità internazionale, la Serbia ha deciso di non far partecipare quella parte di Kosovo alle elezioni. Intanto le ritorsioni etniche continuano a susseguirsi in quella parte di Kosovo, che a nord vede la Serbia ed a sud il potere centrale a maggioranza albanese. A Kosovska Mitrovica, dove cè un fiume che divide in due la città (a nord per lappunto a maggioranza serba ed a sud con popolazione albanese) è stata assaltata unassociazione serbo-slovena. Questepisodio par essere una ritorsione contro luccisione, sempre nella stessa zona, di un albanese avvenuto le scorse settimane. Le Forze Nato presenti in Kosovo (Kfor) sulla scia di questi scontri hanno deciso di aumentare il numero dei propri militari, prevedendo, dal primo maggio, larrivo di altri cinquecentocinquanta soldati tedeschi e centotrenta austriaci. Non si tirano indietro neanche le forze militari di Pristina che, tramite il proprio ministro delle forze di sicurezza, Agim Ceku, hanno dichiarato di essere pronte ad azioni decise per districare i disordini nel nord del Paese. La paura è quella che si possano verificare episodi simili a quello del 17 marzo 2004 a Mitrovica, quando migliaia di serbi furono costretti ad abbandonare le loro case. Diciannove furono le persone uccise, migliaia i feriti e più di ottocento case distrutte. Il Ministro serbo per le questioni del Kosovo è convinto che alla base di tutto ciò ci sia la volontà del Kosovo dintegrare anche la parte nord del suo Paese, che è a maggioranza serba, nelle istituzioni kosovare.                    ]]>
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                <title>Pasqua ed elezioni in Kosovo</title>
                <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 18:52:00 GMT</pubDate>
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                    <![CDATA[
                      Nei templi e nelle chiese in Kosovo e Metohia oggi è stata celebrata la Pasqua, e la liturgia nel tempio di San Dimitrije a Kosovska Mitrovica è stata celebrata dal vescovo rako-prizrenski Teodosije. Egli ha letto il Messaggio pasquale del patriarca Irinej, e alla liturgia era presente anche il ministro per il Kosovo e Metochia. Circa cento fedeli hanno visitato il tempio di San Sava nella zona meridionale di Kosovska Mitrovica, che venne gravemente danneggiato durante gli scontri di marzo 2004. Con la scorta della polizia kosovara, i serbi si sono recati con due pullman nella zona meridionale di Kosovska Mitrovica e dopo una breve liturgia nel tempio di San Sava sono tornati nella zona settentrionale. Krstimic Pantic, sindaco serbo della città di Kosovska Mitrovica, nel nord del Kosovo, ha annunciato che le elezioni amministrative serbe si terranno nonostante tutto. Il sindaco di Mitrovica ha detto che non tenere le elezioni equivarrebbe ad un esodo silenzioso dei serbi, prima quelli che vivono a sud del fiume Ibar e poi quelli del nord, aggiungendo che il mancato svolgimento delle elezioni porterebbe inoltre a nuovi riconoscimenti dell indipendenza del Kosovo. Il ministro serbo per il Kosovo, Goran Bogdanovic, domenica scorsa, aveva dichiarato che le elezioni amministrative non saranno organizzate in Kosovo perché non sono state approvate dallUnmik, la missione Onu a Pristina, aggiungendo però che questo non significa la fine delle istituzioni serbe in Kosovo. Bogdanovic ha invitato i leader locali serbi a non organizzare autonomamente le elezioni nonostante lopposizione di Belgrado.                    ]]>
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                <title>Tensioni: si mobilitano ex combattenti Uck</title>
                <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 10:00:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      Gruppi di ex combattenti dell Esercito di liberazione del Kosovo (Uck), la formazione di guerriglieri indipendentisti albanesi che negli anni novanta combatte contro la Serbia, si sono detti pronti a mobilitarsi a difesa della popolazione albanese nel nord del Kosovo, se non dovessero farlo il governo di Pristina, la Kfor (Forza Nato in Kosovo) e la missione europea Eulex. Nel darne notizia, la tv pubblica serba (Rts) ha precisato che la presa di posizione degli ex combattenti e da collegare alla recente uccisione di un kosovaro albanese e al ferimento dei suoi familiari in un attentato dinamitardo nel settore nord (abitato da serbi) di Kosovska Mitrovica. Un episodio definito un attacco terroristico ad opera delle strutture parallele serbe e di organizzazioni criminali e terroristiche serbe infiltrate in Kosovo . Noi, ex combattenti dell Uck, abbiamo deciso di prendere l iniziativa e di proteggere la popolazione albanese locale , si legge in un comunicato firmato dai responsabili di tre associazioni che raggruppano ex militanti dell Uck. Nel nord del Kosovo resta alta la tensione interetnica fra la popolazione serba, maggioritaria in quella parte del paese, e i kosovari albanesi.                    ]]>
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                <title>Giovane serbo ferito a Kosovska Mitrovica</title>
                <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:37:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      Un giovane serbo di 23 anni e stato ferito da colpi d arma da fuoco nel settore nord di Kosovska Mitrovica, la citta del nord del Kosovo divisa in due dal fiume Ibar in una parte con popolazione serba (a nord) e una abitata da kosovari albanesi (a sud).Come ha detto il portavoce della polizia locale, Besim Hoti, l incidente e avvenuto stamane, con alcuni sconosciuti che hanno aperto il fuoco per strada contro il giovane, che e rimasto ferito a una gamba. Trasportato in ospedale, le sue condizioni sono stabili. Nulla si sa sui motivi della sparatoria. La tensione a Kosovska Mitrovica e tornata ad aumentare dopo l uccisione domenica scorsa di un albanese di 38 anni, vittima dell esplosione di un ordigno davanti al suo appartamento, in uno stabile multietnico del settore nord della citta .                    ]]>
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                <title>Possibile operazione forze speciali al Nord</title>
                <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:37:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      Una nuova operazione delle forze speciali di polizia kosovara e possibile nel nord del Kosovo, analoga a quella lanciata alla fine dello scorso luglio e sfociata in scontri con la popolazione serba, maggioritaria al nord. Lo ha detto il vicepremier kosovaro Hajredin Kuci, come riferito dai media a Belgrado.L obiettivo di tale possibile azione di forza, ha precisato Kuci, sarebbe quello di ripristinare l ordine e la legalita nel nord del Kosovo a maggioranza serba, dove restano attive strutture parallele di governo (scuola, sanita , giustizia, amministrazione) strettamente legate a Belgrado, e fortemente criticate dalle autorita di Pristina che intendono estendere il controllo statale sull intero territorio del Kosovo. Oliver Ivanovic, viceministro serbo per le questioni del Kosovo, ha subito reagito a tali dichiarazioni definendo una eventuale nuova operazione delle forze speciali kosovare al nord una pericolosa avventura , suscettibile di provocare reazioni violente da parte della popolazione serba. Il nord del Kosovo, ha detto Ivanovic citato dalla Beta, rappresenta un problema politico che non puo essere risolto con la forza. L azione di polizia sarebbe una pericolosa avventura che va prevenuta , poiche - ha osservato - i problemi vanno risolti pacificamente e con il dialogo . Belgrado, che non riconosce l indipendenza del Kosovo, sostiene che le proprie strutture di governo nel nord non sono parallele ma le uniche presenti in quella regione, le sole in grado di regolare la vita quotidiana della popolazione serba maggioritaria.L intervento il 25 luglio scorso delle forze speciali di polizia per assumere il controllo di due posti di frontiera nel nord del Kosovo, al confine con la Serbia, provoco violenti scontri con la popolazione serba locale. Un agente kosovaro rimase ucciso, con i serbi che costruirono una ventina di barricate e posti di blocco stradali, quasi tutte poi smantellate in seguito alle intese raggiunte nel dialogo fra Pristina e Belgrado.                    ]]>
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                <title>Manifestazione di protesta contro la costruzione di un campo rom</title>
                <pubDate>Mon, 09 Apr 2012 22:43:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      Quattordici persone sono rimaste ferite durante una manifestazione di protesta contro la costruzione di un campo rom a Belgrado. Lo riporta la polizia, precisando che negli scontri con le forze di sicurezza hanno riportato ferite 12 agenti e due dimostranti. Circa 20 persone sono state arrestate. Le violenze sono scoppiate quando alcuni manifestanti hanno lanciato pietre contro la polizia, che era in pattuglia nella periferia di Belgrado per proteggere la costruzione del campo. Il nuovo accampamento sarà occupato da un gruppo di nomadi che attualmente vive nel centro della capitale. In Serbia vivono circa 500mila rom, pari al 7% della popolazione totale, molti dei quali arrivati dal Kosovo dopo la guerra del 1999. La comunità subisce spesso abusi e violenze da estremisti serbi e gruppi nazionalisti, e dal 2009 sono stati almeno sette gli sgomberi forzati di campi nomadi a Belgrado.                    ]]>
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                <title>Kosovo, bomba contro famiglia albanese</title>
                <pubDate>Sun, 08 Apr 2012 18:08:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      Un albanese e rimasto ucciso nell esplosione di una bomba nella citta di Kosovska Mitrovica, in Kosovo. La moglie e i quattro figli sono rimasti feriti. Lo ha riferito la polizia. Ignoti hanno piazzato un esplosivo al plastico sulla finestra della casa della vittima, residente nel quartiere nord di Kosovska Mitrovica che e a maggioranza serba, causando lo scoppio.                    ]]>
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                <title>Serbia verso l integrazione europea</title>
                <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:26:00 GMT</pubDate>
                                  <description>
                    <![CDATA[
                      E ragionevole aspettarsi che la Serbia ottenga una data per l avvio del negoziato di adesione alla Ue nel vertice europeo del prossimo dicembre, con i colloqui che potrebbero cominciare all inizio del 2013. Lo ha detto l europarlamentare sloveno Jelko Kacin, relatore sulla Serbia all Assemblea di Strasburgo. Considerando che le elezioni in Serbia si terranno il 6 maggio, e che ad esse seguiranno le consultazioni per la formazione del nuovo governo e poi la pausa estiva, penso che sia regionevole attendersi che Belgrado otterra una data per l avvio del negoziato al summit Ue di dicembre, e, in linea con questo scenario, i colloqui cominceranno all inizio del 2013 , ha detto Kacin in un intervista al mensile CorD. Bruxelles, ha osservato, non porra il riconoscimento dell indipendenza del Kosovo come condizione per il cammino ulteriore della Serbia verso l integrazione europea. La Ue non ha mai posto cio come condizione, e non lo fara fino a quando vi sara anche un solo paese membro della Ue che non riconosce Pristina , ha detto l europarlamentare. Al tempo stesso, ha aggiunto Kacin, e evidente che la Serbia dovra normalizzare le relazioni con il Kosovo, divenendo un partner leale di Pristina nel processo di integrazione. Per ottenere una data d inizio dei negoziati con la Ue, ha sottolineato Kacin, la Serbia deve continuare il dialogo con Pristina, risolvere le dispute ancora in piedi col Kosovo in fatto di telecomunicazioni ed energia, e attuare in pieno gli accordi gia raggiunti, in particolare quello sulla gestione integrata dei posti di frontiera nel nord del Kosovo.                    ]]>
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                <title>Liberati poliziotti kosovari</title>
                <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 12:17:00 GMT</pubDate>
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                      Sono stati liberati e consegnati alla missione Ue in Kosovo, Eulex, i due poliziotti kosovari arrestati sabato scorso in Serbia con l accusa di aver sconfinato illegalmente in territorio serbo mentre erano in servizio ed armati. Lo ha confermato il ministro degli Interni kosovaro, Bajram Rexhepi, citato dai media locali. L omologo di Belgrado, Ivica Dacic, ha detto, da parte sua, che verranno emessi capi di accusa nei confronti dei due . I quali, secondo la ricostruzione serba e le immagine fornite dell arresto, erano in possesso di pistole, fucili automatici ed equipaggiamenti speciali per operazioni notturne e misurazioni a distanza. Per Pristina, però, i due agenti non si trovavano in territorio serbo e l episodio andrebbe ritenuto un rapimento. Prosegue così il cosiddetto duello degli arresti incrociati tra Belgrado e Pristina, legati alla disputa sulla volontà serba di tenere le proprie elezioni del 6 maggio in territorio kosovaro. Una decina di serbi - tra funzionari pubblici e del ministero degli Interni di Belgrado - sono stati arrestati in Kosovo nelle ultime settimane con l accusa di minaccia all ordine costituzionale . Anche questi sono stati rilasciati. Maja Kocijancic, portavoce del Alto rappresentante Ue, Catherine Ashton, ha rinnovato alle parti il monito di risolvere i problemi politici con il dialogo, non con l applicazione selettiva della legge .                    ]]>
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                <title>Traffico organi</title>
                <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 12:14:00 GMT</pubDate>
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                    <![CDATA[
                      Secondo la Procura della Repubblica serba per crimini di guerra, Fatmir Limaj, ex comandante dellEsercito di Liberazione del Kosovo e attuale Ministro dei Trasporti, avrebbe svolto un ruolo chiave nel traffico illegale di organi ai danni di cittadini serbi ed esponenti di altre minoranze etniche durante la Guerra del Kosovo, alla fine degli anni 90. Allepoca Limaj fu nominato direttore del campo di concentramento di Lapusnik, da dove venivano deportati i prigionieri e condotti nellAlbania settentrionale, dove venivano ammazzati e poi operati per il trapianto degli organi da destinare al mercato nero. Già nel 2003 il Tribunale Penale Internazionale dellAja spiccò un mandato di cattura nei confronti di Limaj, che fu poi arrestato in Slovenia il 18 gennaio dello stesso anno. Era accusato di crimini di guerra e contro lumanità, ma fu definitivamente prosciolto a novembre 2005 per mancanza di prove. Tornato a Pristina intraprese una brillante carriera politica come braccio destro di Hashim Thaci, attuale primo ministro. Già nel 2010 il rapporto di Dick Marty, relatore al Consiglio dEuropa, identificò Limaj come uno degli organizzatori del traffico di organi in Kosovo. La medesima inchiesta oggi è condotta anche dalla Missione EULEX il cui procuratore capo, Clint Williamson, in visita a Belgrado la scorsa settimana, ha incontrato il procuratore capo serbo per un confronto sullefficacia delle prove, molte delle quali avvalorerebbero il coinvolgimento di alcuni politici kosovari nei traffici illegali, alla fine degli anni novanta. Lo ha confermato venerdì Bruno Vekaric, viceprocuratore serbo per i crimini di guerra. Faceva evidentemente riferimento al famigerato processo della clinica Medicus, a Pristina, chiusa nel2008 inseguito a uninchiesta della polizia, dove furono eseguite circa 30 operazioni di trapianto illegale di organi e per i quali la Corte distrettuale di Pristina sta conducendo uninchiesta autonoma, anche contro Limaj. Nellultima udienza del processo Medicus, tenutasi il 23 marzo a Pristina, i magistrati hanno raccolto la deposizione di un cittadino polacco, Tadeusz Sadaj, 56 anni, che ha testimoniato di aver pagato 25mila euro per il trapianto di un rene a una clinica kosovara.La gran parte delle vittime destinate a donare i propri organi  in particolare reni  erano cittadini di Serbia, Turchia, Bielorussia, Moldova, Kazakhstan e altri paesi dellEuropa oerintale e dellAsia centrale, ex repubbliche sovietiche. Il compenso promesso loro oscillava tra i 10mila e i 15mila euro, mentre i loro organi venivano venduti al mercato nero tra gli 80mila e i 100mila euro (Atlas Esteri).                    ]]>
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                <title>Soldati Italia a posto austriaci</title>
                <pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:47:00 GMT</pubDate>
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                      Un reparto di circa 150 soldati austriaci giunti nel nord del Kosovo la scorsa estate come rinforzo al contingente della Kfor (Forza Nato in Kosovo) per i ripetuti scontri con gli estremisti serbi, partiranno entro oggi e saranno sostituiti da militari italiani. Ne ha dato notizia il ministro della difesa austriaco, Norbert Darabos, citato dalla Tanjug.                    ]]>
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                <title>Tensioni al confine</title>
                <pubDate>Sun, 01 Apr 2012 18:18:00 GMT</pubDate>
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                      Due agenti di polizia del Kosovo (Kps) sono stati arrestati dalla gendarmeria serba nella zona di confine di Merdare, in territorio serbo. Secondo il ministro dell interno serbo Ivica Dacic, i due uomini in divisa avevano armi automatiche e la loro presenza costituisce una flagrante violazione dell accordo firmato a Kumanovo nel 1999, col quale si pose fine al conflitto armato in Kosovo.                    ]]>
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